Eventi
Michele Mangano battezza l’orchestra:
“partepugliapartenopea”
con lo
spettacolo
“Canto e ballo
per gli emigranti”

“Paisà! Canto e ballo per gli
emigranti”sembra questo uno slogan d’altri tempi….ma si tratta invece del
nuovo spettacolo di Michele Mangano, già in preparazione da tre anni .
Proprio in questi giorni Michele
Mangano ha battezzato l’orchestra che porterà in giro questo spettacolo col
nome: “partepugliapartenopea”; l’orchestra e’ a New York dal9 al 21 Maggio ,
mentre ad Agosto sarà in Brasile e ottobre in Inghilterra.
Afferma Mangano “L’obiettivo è
quello di ripercorrere la storia dell’emigrazione italiana, avendo un
contatto diretto con gli emigranti stessi, regalando loro suoni e sapori
della propria terra natia.
Giro il mondo dal ’96 e ovunque ci
sono emigranti che commossi assistono e partecipano al mio spettacolo.
Proprio grazie a queste esperienze
è nata l’idea di uno spettacolo dedicato alla storia degli emigranti
italiani all’estero. Rispolverare i sentimenti di chi ha lasciato la propria
terra natia e nello stesso tempo far rivivere loro quel mondo lasciato alle
spalle ma conservato nel cuore come un prezioso ricordo”.
Il progetto è molto originale e
racconta del viaggio della speranza verso il nuovo mondo , straniero e
spesso ostile .
“Dopo gli ultimi spettacoli tenuti
in Inghilterra e Brasile l’affetto degli emigranti mi è rimasto nel cuore in
modo molto particolare, ho compreso in modo definitivo che per loro è vitale
ricordare le proprie radici”.
La compagnia di Mangano si
compone di: Ermanno Pastore, tenore, Filomena Paolillo, soprano,
Alessandro Ferrentino, percussionista, Giuseppe D’Amora, bassista,
Battaglia Enricio, violinista, Del Sorbo Giovanni, chitarra e chitarra
battente, Michele Barbato, chitarra acustica, Guglielmo Tasca, cantante e
chitarrista, Rosanna Falcone, danzatrice, Concetta Prencipe, danzatrice,
Stefania Esposto, danzatrice, Di Bari Enza, danzatrice.
Afferma Mangano “Ho pensato di
chiamare l’orchestra “partepugliapartenopea”, perché in essa ho riunito la
tradizione del sud Italia, dalla Puglia alla Campania. A questa orchestra si
aggiungono due nomi di spicco e cioè Giovanni Imparato, attualmente uno dei
migliori percussionisti della world music, che ha collaborato con
l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, con Gigi D’Alessio, con Carmen
Consoli, con Nino D’Angelo, e del percussionista della Costa D’Avorio, Jack
Tama, che ha collaborato con Anna Oxa, Gerardino Trovato, Alex Britti, Peter
Gabriel e Gabin D’Abirè. Questo progetto mira a toccare le Feste Patronali
in Italia, ma anche e soprattutto a un tour in giro per il mondo ed in
particolare nelle comunità di emigranti ovunque ubicate, spettacoli che ci
sono stati richiesti da un’agenzia americana ed una Inglese con cui siamo in
contatto.
Nei prossimi giorni realizzeremo
anche il video clip che presenterà questo spettacolo, ed abbiamo pensato di
girarlo tra Positano, Ravello, Sorrento e le nostre Peschici , Vieste e le
mitiche Isole Tremiti”.
“Lo spettacolo sarà articolato in
tre parti: la prima parte affronta le ragioni della partenza degli emigranti
, e per far questo mi avvalgo del grande cantautore Matteo Salvatore,
riproponendo la canzone “Va tutto il bene mio” in cui narra la storia di un
giovane partito per amore, necessità e desiderio di avventura. Un momento
dello spettacolo sarà dedicato al grande Domenico Modugno con
l’interpretazione della sua canzone “Addio addio amore!”, dove l’amore è
quello verso il paese natio.
La seconda parte dello spettacolo
è dedicata al viaggio ed in modo particolare a quelle spedizioni che non
hanno avuto esito positivo e ciò avviene con la canzone “Il Sirio” che
prende il nome da quella nave che salpò dal porto di Genova per il Brasile
ma non arrivò a destinazione, affondando al largo delle coste spagnole.
Infine la terza parte parla
dell’arrivo al tanto atteso Nuovo Mondo e quindi la nuova quotidianità con
cui il migrante si trova a fare i conti…. Eppure nonostante i tanti aspetti
negativi, nella loro fatica c’era la tarantella a consolarli. Ecco che lo
spettacolo a questo punto propone la tarantella delle “baracche” e la
lettura di una serie di lettere originali dell’epoca e proiezioni di
immagini provenienti da TECHE RAI.
Per mitigare l’aspetto drammatico
parleremo quindi di tarantella, di tammurriata, di pizzica del salterello ,
di quei momenti di gioia che nonostante tutto alleviavamo il dolore del
distacco dalla terra di origine.
Uno spettacolo che partendo dalla
cultura Partenopea, coinvolge il Gargano, e si spinge fino in Salento per
estendersi dalla Calabria alla Sicilia.
Concludendo posso sicuramente
affermare che anche io mi sento un emigrante. Ho scelto questo per la mia
vita.
Il maestro Michele Mangano
ringrazia la Redazione di America Oggi, ed il Dott. Borrelli.
